Dal " De Bello Gallico", V, 12-14
Caio Giulio Cesare


Caio Giulio Cesare, governatore della Gallia fra il 58 ed il 50 a.C. annotò in modo scrupoloso ed asciutto, ma con ricchezza di particolari, le sue campagne militari, soffermandosi a descrivere usi e costumi dei popoli con cui venne a contatto. Nacquero così i Commentarii de bello Gallico, in sette libri (uno per ciascun anno di campagna), che costituiscono un'opera storica e autobiografica.
Dopo aver "pacificato" buona parte della Gallia, nel 55 a.C. Cesare compì la prima delle due spedizioni in Britannia, giustificate con la necessità di impedire che dall'isola giungessero concreti appoggia alle tribù galliche in rivolta contro Roma.
Partito con due due legioni da Portus Iutis (forse l'attuale Boulogne-sur-mer) nel territorio dei Mòrini, Cesare sbarcò il 26 agosto nei pressi di Dover, nel Kent.
I libri IV e V dell'opera forniscono informazioni, ovviamente filtrate dai Romani, sui celti di Britannia, dedicando una parte ai Cantii.

La Parte più interna della Britannia è abitata da genti che per tradizione si dicono autoctone; la zona costiera invece da popoli che, passati nell'isola dal Belgio a scopo di guerra e di bottino, vi sono rimasti dopo aver vinto e si sono dati alla coltivazione della terra: quasi tutti conservano i nomi delle genti da cui discendono.
Grandissimo è il numero degli uomini, molto fitte le costruzioni fatte come quelle dei Galli, grande la quantità di bestiame. Usano bronzo o monete d'oro, o, invece di monete, verghe di ferro, di un determinato peso.
Nelle regioni interne si trova stagno, in quelle costiere ferro, ma in quantità non notevole. Il rame è importato.
Vi è, come in Gallia, legname di ogni specie, eccettuati il faggio e l'abete. Non stimano cosa lecita mangiare lepri, galline, oche, ma le allevano per divertimento; il clima è più temperato che non in Gallia, perché il freddo è meno intenso.
L'isola ha la forma di un triangolo. Un lato sitrova di fronte alla Gallia... l'altro lato è rivolto verso la Spagna...da questa parte si trova l'Ibernia, isola che si ritiene sia circa la metà della Britannia...
Quasi a metà di questo percorso si trova l'isola Mona (Anglesey) ; si crede inoltre che vi siano parecchie altre piccole isole, vicino alla Britannia, delle quali molti hanno scritto che nel periodo del solstizio invernale, la notte vi dura trenta giorni consecutivi.
Molto più civili di tutte sono le genti che abitano il Canzio (Kent) regione tutta posta sul mare, le quali non differiscono molto per gli usi dai Galli. Quelle più interne per lo più non coltivano grano, ma si nutrono di latte e carne e si vestono di pelli.
Tutti i Britanni, poi, si tingono col guado, che dà loro un colore turchino, per cui fanno orrore quando combattono; portano i capelli lunghi e si radono su tutto il corpo tranne che sul capo e sul labbro superiore. Hanno le donne in comune, vivendo in gruppi di dieci o dodici, soprattutto fratelli con fratelli e genitori con figli; se nascono dei bambini,sono considerati figli dell'uomo che per primo si è; unito alla donna.

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