Cariche della Tribù


Guerrieri: un uomo possente, abile nel combattimento, di cui la società riusciva ad incanalare l’ardore con un ferreo sistema di regole e codici di comportamento, e che, in battaglia, sfoderava tutto il furor che era costretto altrimenti a sedare, sgomentando i nemici che non conoscevano la sua razza con terrificanti ostentazioni di selvaggia potenza e incredibile orgoglio, giungendo a combattere,nudo, in segno di sprezzo del pericolo e di sfoggio della propria forza e virilità, e tracciando sul proprio corpo con il guado simboli e spirali che spaventavano chiunque lo vedesse. O appendendo per i capelli al proprio carro da guerra le teste dei nemici uccisi, mozzate per esibirle quale trofeo.
I guerrieri celtici indossavano spesso manti di tartan, e si lasciavano crescere i baffi impomatati abbastanza da poterli usare come filtro per le bevande. Erano uomini imponenti, alti e forti, e le loro lunghe capigliature chiare, unitamente alle enormi spade a due mani ed agli alti scudi, impressionarono notevolmente i loro contemporanei classici, piccoli di statura e scuri di pelle. Oltre alla pesante spada a doppio taglio, un guerriero era in genere armato con diverse daghe portate alla cintura, uno o più giavellotti non più lunghi di un metro e una grande lancia dalla punta di ferro.
Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso.

Amazzoni: anche dai celti deriva la classica figura dell'amazzone, la donna guerriera per eccellenza: all'interno della loro società la donna aveva diritti paragonabili a quelli dell'uomo: poteva ad esempio detenere beni suoi che, in certi casi, erano addirittura superiori a quelli del marito, sebbene questo fosse, per lui, degradante e venisse perciò evitato; e, in caso di separazione dei due coniugi, a lei spettava la metà del patrimonio collettivo della coppia, oltre a tutti i beni che aveva portato in dote. Ci sono inoltre giunte testimonianze di come una donna potesse anche ottenere il potere politico.

Druidi e Sacerdotesse: i druidi occupavano un gradino davvero notevole all'interno della società, sembrava che costoro detenessero un posto addirittura superiore a quello del re, ciò non è del tutto esatto, ma contribuisce a rendere bene l'idea della potenza druidica.
Il druida non ha il potere materiale e decisionale, che spetta di diritto al re, ma possiede comunque un'influenza innegabile in quanto rappresentante della dimensione trascendentale in un popolo che aveva sempre rifiutato il dualismo aristotelico tra "realtà" e "irrealtà".
Il druida consiglia il re come intermediario che riferisce i piani divini: il re, quindi, non può esimersi dall'ascoltarlo. Il potere giuridico, riferendosi al discorso precedente, spettava ai druidi in quanto brithem, ossia magistrati che conoscono, interpretano ed applicano la complessa legislatura trasmessa, naturalmente, per via orale.
Quella di brithem non però è che una delle numerose funzioni attribuite ai druidi. Queste complesse figure, ammantate di mistero, possedevano diverse cariche specifiche di estrema importanza all'interno della società.
Degni esempi possono essere druidi "specializzati" come il sencha, che svolge la funzione di storico ed è incaricato di tramandare la memoria collettiva di una società che si basava sull'oralità; o il cainte, l'invocatore, colui al quale spettava il compito di lanciare maledizioni e benedizioni e di evocare gli spiriti attraverso il canto magico; lo scelaige, il narratore, esperto dei racconti epici; il dogbaire, grande conoscitore di erbe inebrianti ed allucinogene; il liaig, preparato medico in grado di combinarei i rimedi magici a quelli scientifici, come la chirurgia, che era praticata ad un livello impressionante, e alle piante curative. Diversi druidi avevano anche doti di vati, come dimostrano anche molti testi mitologici in cui essi compiono predizioni di tutto rispetto, a volte ottenute con il sacrificio rituale degli animali e a volte derivate da una sorta di coscienza "superiore".
Durante uno scontro, ogni druida e bardo godeva di totale immunità, tanto da potersi aggirare per il campo di battaglia liberamente senza che nessuno potesse fargli del male, in parte anche per il suo compito di storico. Questo speciale salvacondotto non veniva a cadere nemmeno nel caso che un druida decidesse di schierarsi con una delle sue parti o esasperasse un guerriero in modo eccessivo

Bardi: in una società senza scrittura ove la memoria storica, il sapere tecnico e la genealogia (così importante per i popoli celtici), erano riportati esclusivamente dalla tradizione orale, Bardi e Ovadi godettero di una particolare importanza e considerazione sociale; rappresentanti dei due rami inferiori della scuola druìdica, a essi erano demandati la Poesia e il Canto.
Il cruitire, l'arpista, in grado di suonare con tecniche così raffinate da suscitare ilarità, pianto o sonnolenza nei suoi ascoltatori, secondo i suoi desideri.
Questi rappresenta una figura di spicco all'interno della tribù. I Celti avevano un grande rispetto per tutte le categorie di artisti, dai bardi agli artigiani. Questi ultimi, chiamati aes dana, godevano di privilegi spesso non accordati nemmeno alla nobiltà, come ad esempio la possibilità di varcare impunemente i confini tribali. Possedevano notevoli tecniche di lavorazione, ammirate sia dai loro vicini.

Popolani: la società celtica era di tipo rurale, basata sull'agricoltura e sulla pastorizia. L'interno del villaggio era occupato da capanne e da aree adibite ai lavori manuali. Il grano veniva conservato in pozzi scavati nel terreno, sigillati con l'argilla.
Esperti lavoratori di metalli, l'abilità dei fabbri celti era conosciuta ovunque, nelle loro fucine venivano costruiti diversi tipi di monili, e naturalmente armi di eccezionale fattura.
Altrettanto importante era la figura del mercante, gli approvvigionamenti di risorse e prodotti meno comuni era affidata alla loro abilità, ottimi oratori e commercianti, le loro carovane viaggiavano per miglia e miglia alla ricerca di ciò di cui la tribù abbisognasse.
Infine ma non per questo meno importanti dei precedenti, vi erano i popolani, agricoltori,
patori, artigiani di ogni genere, in una società basata su agricoltura ed allevamento è estremamente rilevante il ruolo di quest'ultimi spina dorsale della società tribale.

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